venerdì 21 marzo 2008

PERCHE' GIULIA

I Circoli della Libertà di Mazara e della Provincia hanno scelto di sostenere Giulia Adamo nell'elezione dei componenti del Parlamento Regionale Siciliano.
Per motivi che poco attengono alla politica, il PDL ha seriamente rischiato di non essere presente in questa elezione: in altre parole, gli elettori del maggiore partito italiano hanno rischiato seriamente di non poter votare per il proprio simbolo. E questo non rende giustizia al diritto di rappresentanza.
Conosco Giulia Adamo da tempo e ne apprezzo le capacità amministrative. Due anni fa era stata eletta all'Ars, ma il mandato di questa legislatura è andato a farsi benedire dopo il coup-de-teatre delle dimissioni del Governatore Cuffaro, lasciando molte cose in sospeso ed equilibri precari un po' ovunque. Chi si aspettava di più dall'operato del parlamentare Giulia Adamo, così diverso da quello operativo del presidente della Provincia di Trapani, deve fermarsi a riflettere: un ruolo amministrativo consente decisioni dirette, immediate. Diverso è l'incarico politico e parlamentare, frutto di mediazioni, di posizioni di partito spesso contrastanti all'interno dello stesso gruppo. Anche lì è, per lo più, un problema di esperienza. Ma, ancor più frequentemente, è un problema di classe dirigente. Quella trapanese della vecchia CdL non ha mai brillato per strategia e lungimiranza. Anzi, il più delle volte, si è servita dei tavoli della politica non per risolvere i conflitti interni ma per esasperare faide ed inimicizie più personali che altro. Dall'affermazione di Giulia Adamo passano anche questi equilibri: se, come è stato previsto, i diversi partiti della originaria coalizione finiranno per confluire nel partito unico del PDL , le rivendicazioni di posizioni e poltrone non potranno e non dovranno esprimersi come un arrembaggio dove il più forte prende tutto o far vantare diritti acquisiti e trasmessi in eredità. La politica non prevede e, anzi, boccia clamorosamente chi vuole fare l'asso pigliatutto. Il nuovo amalgama non sarà una somma di sigle ma un corpo diveso, dove le componenti dovranno essere pesate ed i seggi ereditari non dovranno e non potranno trovare posto. Niente più "vecchi delfini", ma candidature scelte e condivise dall'intero tavolo dei rappresentanti. Non basterà più autocandidarsi, visto che il simbolo è comune, ma ogni candidatura dovrà ottenere il consenso di tutti i componenti che, poi, dovranno sposarne la causa.
Ecco perchè il sostegno a Giulia Adamo: perchè attraverso questo processo si scriveranno regole nuove.
Chi ha paura della novità? Noi di certo no. Anzi, al contrario, invochiamo non un nuovo ma un diveso modo di applicare le regole della politica, che rimane una "scienza esatta" ed un esercizio oltremodo serio anche se è stata esercitata troppo a lungo da parvenus divoratori di privilegi "pro domo sua" che hanno affrontato seriamente solo la concentrazione del potere per gonfiare gli affari di bottega. La strada per non lasciare morire la politica nel nostro territorio passa anche da questa sfida elettorale: il PDL in provincia di Trapani avrebbe potuto eleggere due deputati. Grazie all'interesse personale di alcuni, bisognerà darsi da fare per eleggerne almeno uno. E, in barba alle difficoltà oggettive, lo sforzo è tale che non si vuole solo eleggere un deputato ma dargli la forza di chiedere una rappresentanza nella giunta di Governo. Non più due deputati, si diceva, ma uno. Chi pagherà il debito al gruppo escluso da questa corsa? Certo non noi. Le responsabilità, in questo caso, non sono e non potranno essere dell'intero PDL. Questo clamoroso debito dovrà essere pagato da chi, per motivi esclusivamente personali, ha pensato di poter uccidere Sansone con tutti i filistei. Ecco i motivi per cui abbiamo rivendicato, in questo passaggio, la nostra autonomia di forza costituente, con la totale condivisione della nostra direzione regionale ed in piena concordia con i vertici delle componenti del PDL. Noi ci siamo, ci conteremo e parteciperemo alle decisioni, da ora in avanti. E le scelte dovranno essere condivise. Voteremo e ci impegneremo, quindi, convintamente per Giulia Adamo, decisi a sostenere che il vigore di chi ha lavorato per la difesa del territorio debba essere privililegiato. Il rapporto strettissimo con la gente, che chiede sviluppo e lavoro, passa attraverso un'impegno chiaro e continuo.


martedì 11 marzo 2008

TRATTO DA "Famiglia Cristiana"



(pubblicato sul blog del Comitato per il Trasmazaro)

COMUNICATO DELLA DIOCESI

Mazara, 10 marzo 2008 - Nei giorni scorsi i sacerdoti di Mazara del Vallo hanno rivolto un appello alle istituzioni pubbliche sul problema dei nitrati contenuti nell’acqua, esprimendo “viva preoccupazione per le vicende relative alla non potabilità delle acque nella nostra Città”. L’appello si inserisce in un frangente in cui, anche a livello internazionale, si registra una sempre più diffusa mobilitazione in merito alla disponibilità e all’uso dell’acqua. Significativa è, in tal senso, l’iniziativa “Libera l’acqua. Riconosci un diritto. Portalo a tutti”, promossa dal CIPSI, un coordinamento nazionale, nato nel 1982, che associa 37 organizzazioni non governative di sviluppo ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale in occasione delle celebrazioni per la Giornata mondiale dell’acqua 2008.
Con riferimento alla situazione locale l’appello si collocava in un contesto di grande incertezza, protrattosi per mesi, circa la presenza di nitrati nell’acqua, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini, soprattutto di quelli più a rischio, bambini e anziani. Nello stesso tempo l’appello intendeva dare una testimonianza di condivisione per le gravi preoccupazioni e per le forti ansie di tante famiglie mazaresi, proponendosi, altresì, di sollecitare le autorità responsabili perché si imprimesse un’accelerazione alla ricerca di soluzioni soddisfacenti e definitive al gravissimo problema.
L’iniziativa non aveva altri intenti e in tal senso era stata concordemente recepita e apprezzata dalle autorità comunali e dall’opinione pubblica cittadina. Tale atteggiamento è stato, peraltro, espressamente confermato dalle autorità interessate a seguito di talune valutazioni critiche formulate da ambienti della società civile in merito a dichiarazioni rese alla stampa da esponenti dell’amministrazione cittadina.
Con questa precisazione l’Ufficio delle comunicazioni sociali della Diocesi di Mazara del Vallo ritiene chiuso il caso.

sabato 8 marzo 2008

DEPURATORE FAI DA TE? NO GRAZIE

Amici bloggers, sentite questa.

Ieri mattina sono stata raggiunta al telefono da una signora che, con insistenza mi chiedeva un incontro pur rimandendo vaga nell'anticiparmene i contenuti. Dopo altrettante insistenti richieste da parte mia, finalmente la signora mi comunicava che si trattasse di una "questione delicata ed urgente che riguardava il problema dell'acqua". Incuriosita dal tono misterioso della telefonata e dell'incontro, ho comunque suggerito un appuntamento per il giorno dopo alla presenza del Presidente del Comitato Civico per il Trasmazaro, Rino Giacalone, e del Vicepresidente Cesare Gilante. "Conosce l'indirizzo?" "Sì - risponde la signora - ho qui con me un foglio (che poi si rivelerà essere un comunicato del Comitato) dove vedo la via". Un po' sorpresa riappendo: "perchè mai una persona che non conosco chiama me quando sullo stesso foglio dove trova l'indirizzo c'è anche il recapito telefonico della persona che, più di tutti, si è fatto carico di sensibilizzare i cittadini sul problema?" - mi chiedo. E confido nell'incontro per saperne di più.

"Io vengo da Marsala - mi spiega quando ci incontriamo - e so che lei si è interessata di questo problema dei nitrati nell'acqua. E le chiedo cosa l'abbia spinta a denunciarlo" esordisce. Io rispondo, anche se nessuno da un pezzo mi rivolge più questa domanda, e via discorrendo. Ma alla "questione delicata ed urgente" per cui ci siamo incontrate non ci si arriva mai. Una cosa sola veniva ripetuta: " Lei ha la fama di essere una pazza invasata - intercalava la signora - a me questo dicono parlando espressamente di lei". Non mi sorprende, so che tra gli amici del sindaco questa è la definizione più gentile che si dà della sottoscritta. Ma mi soprende che questa stessa fonte abbia fornito il mio numero di telefono per rispondere all'esistenziale quesito che la signora ancora non si decide a formulare. Dopo oltre un'ora di discussione, finalmente si arriva al nocciolo della questione: la signora vende depuratori domestici. E tutto diventa allora più chiaro. Se è perfettamente legittimo che un commerciante tenti di vendere i propri prodotti a chi ne abbia presumibilmente bisogno, mi pare quantomeno ingenuo che lo si voglia fare tramite la sottoscritta.

Insomma, chi ha fornito il mio numero di telefono, forse non pensava di farmi proprio una cortesia. Alla signora ho suggerito di rivolgersi ad un'altra piazza per vendere i suoi prodotti, visto che i mazaresi sono un tantino suscettibili su questa questione. E dopo pochi minuti, avendo capito che non potessimo fare affari su questo tema, si è gentilmente congedata.

Ora, capisco la pazzia e anche il clima di sospetto che si respira ma, secondo voi, sbaglio a pensare che qualche mio ammiratore abbia voluto somministrarmi una polpetta avvelenata? Insomma, che alla signora sia stato dato il mio numero di telefono e le sia stata indicata la mia persona per poter dire, poi, che ho avuto contatti con chi vende depuratori? Con tre campagne elettorali in corso - e la quarta a brevissimo - sarebbe un gran argomento da usare per sminuire il problema e alleggerire le responsabilità evidenti di una classe amministratrice incapace.

Certo, a nessuno che abbia seguito la vicenda potrebbe venire in mente di fare una cosa del genere: se avessi voluto ricavarne beneficio, da questa storia, avrei recitato il ruolo di una delle tre scimmiette, pagata per lavorare e ancor di più per tacere o minimizzare. Che poteva benissimo essere una delle parti in commedia, visto come poi siano andate le cose.

Al presunto ammiratore, per ora, non posso che suggerire di riprovarci. Forse la prossima volta sarà più fortunato.

...Certo, per essere una che abbaia alla luna, ne ho fatto di baccano. Tanto che qualcuno rischia pure di non riuscire a dormire.

Saluti

MAZARA, CITTA' TURISTICA... (a chiacchere)

Corso Umberto, è un coro di «no». I commercianti contestano la nuova ordinanza che regolamenta l’attività

Il Comando di Polizia Municipale, a seguito dell’ordinanza con la quale è stata regolamentata la chiusura domenicale e festiva delle attività commerciali, ha comunicato che nelle giornate interessate alla chiusura effettuerà dei mirati controlli, finalizzati all’applicazione della stessa ordinanza. «Si invitano - si legge nella nota - gli esercenti delle attività interessate al rispetto dell’ordinanza sindacale. L’Amministrazione comunale ed il Comando di Polizia Municipale confidano nella fattiva collaborazione degli esercenti che, nel caso di inottemperanza, incorreranno in una sanzione di € 860». L’ordinanza richiesta da ConfCommercio, Confesercenti ha posto fine alla liberalizzazione totale delle giornate di apertura e chiusura lasciando ai commercianti la piena facoltà e libertà di gestire orari e giornate di apertura delle attività ma è contestata da alcuni titolari di grandi esercizi di abbigliamento di corso Umberto I. «È in pieno contrasto con lo sviluppo di una città a chiara vocazione turistica. Possiamo comprendere l’ordinanza in periferia ma non al centro. In molte città turistiche almeno la prima domenica al mese i negozi rimangono aperti. Inoltre oltre a danneggiarci per gli alti costi degli affitti sostenuti, ci toglierà diversi acquirenti che, avendo solo a disposizione i festivi per gli acquisti, si rivolgeranno alle città vicine». Infine i commercianti hanno sottolineato: «La precedente ordinanza essendo facoltativa non obbligava nessuno rimanere aperto durante le domeniche e i festivi». L’ordinanza prevede l’apertura totale facoltativa nella prima e seconda domenica successiva all’inizio dei saldi invernali, nella Domenica delle Palme, nella prima domenica di maggio e di giugno, il 15 giugno (festività del Santo Patrono), nella domenica successiva all’inizio dei saldi estivi, nell’ultima domenica di ottobre e in tutte le domeniche di dicembre, escluso il 25 ed il 26. [fonte La Sicilia] (fm)