lunedì 28 aprile 2008

SUL SERIO. MALEDETTAMENTE.

Facciamo sul serio. Maledettamente. E per questo io mi candido, oggi, alle elezioni provinciali del 15 e 16 giugno prossimo.
Se prima la "piazza" si divideva tra i soliti 7/8 "cavalli vincenti" ed una abbondante ventina di "portatori d'acqua", ebbene da oggi in corsa c'è una persona in più: la sottoscritta. Dipenderà poi dagli elettori inserirmi nella prima schiera oppure relegarmi nella seconda.
Non sarà facile. E non mi riferisco soltanto alla presunta ed auspicabile elezione: i guai cominciano con la candidatura. Farla arrivare in porto sarà già una piccola guerra. Si parla di rinnovamento, ma nessuno lascia spazio a nessun altro. Cercheranno di rendermi quasi impossibile la candidatura nel PDL; difficile nella lista di appoggio. Chi? Tutti quelli che, nel timore io possa sottrarre voti al designato o pupillo di turno, non mi vedono più come un'amica ma come un avversario in più. Con cui, indipendentemente dal reale valore, è meglio non rischiare il confronto.
Strano. Prima ci giudicano insignificanti, al punto tale che si stringono patti ed accordi senza minimamente consultarci e poi... diventiamo così determinanti che non dobbiamo appoggiare uno dei "nostri", perchè rischiamo di far saltare i piani di chi ha già vinto a tavolino una partita disputata a porte chiuse.
Ebbene, c'è qualche imprevisto. In questo caso, porta il mio nome.
... E avevamo la presunzione di "riscrivere le regole", di "costruire una nuova classe dirigente"...
E mentre c'è chi si rode il fegato per un sassolino che non riesce a togliersi dalla scarpa, noi andiamo avanti. Non abbiamo tempo da perdere. Se non siamo stati invitati ai tavoli degli accordi, non abbiamo accordi da rispettare. Poi, si vedrà. Qualcuno si ricordi che quel "bollino" azzurro con la collina tricolore ha fatto la sua comparsa a Mazara del Vallo ( il secondo in provincia di Trapani, dopo Erice) nel settembre 2007: era, ed è, il simbolo dei "Circoli della Libertà". E, fino a prova contraria, noi lo rappresentiamo di diritto.
E oggi vogliamo sapere quanto valiamo: le elezioni non sono la politica, ma ne sono la sintesi. Abbiamo fatto un magnifico lavoro con il deputato Giulia Adamo, ma nessuno di noi che ha partecipato a questa battaglia è in grado di dire quanto sia contata la propria componente.
Questa è l'occasione per farlo.
Con umiltà, con rispetto e senza arroganza. Ma anche senza timori reverenziali nei confronti di chicchessia: alleati, sì; padroni no.


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