mercoledì 30 gennaio 2008

PROMESSE NON MANTENUTE? SEI BUFFONE !!!

Se un politico non mantiene le promesse fatte ai propri elettori, non attuando ciò che si era proposto di fare durante il suo mandato, non è reato additarlo come un 'buffone'. Non si tratta, infatti, di critiche alla persona ma al suo operato politico-amministrativo. La Cassazione ha annullato così con rinvio una sentenza di condanna per ingiuria, del tribunale di Poggio Mirteto, per un cittadino che durante un'assemblea pubblica, aveva interrotto il discorso del sindaco chiamandolo 'ridicolo e buffone'. Gli ermellini infatti, nella sentenza 4129, hanno sottolineato l'esigenza di porre dei limiti alla 'continenza verbale' che un cittadino deve mantenere per non offendere una persona e compiere reato. Nel caso in esame, il signor Franco, imputato di ingiuria aveva chiamato il suo sindaco buffone, in un'assemblea convocata dallo stesso presso l'università locale, al fine di "chiarire gli equivoci sorti in merito ad una scelta amministrativa". Nella sentenza della Quinta Sezione penale, si ricorda che: "l'incontro era stato determinato dal clima di forte contrapposizione politica venutosi a creare tra l'amministrazione comunale e gli abitanti di una frazione a causa della mancata autorizzazione del sindaco alla chiusura della strada provinciale per lo svolgimento di alcune manifestazioni culturali". Il sindaco aveva indetto l'assemblea per dare una spiegazione delle sue scelte, e diversi cittadini tra cui l'imputato lo avevano offeso con parole non dirette al sindaco in quanto persona, ma alla sua attività politica. La Corte ha annullato la sentenza spiegando il rinvio con l'esigenza di specificare il significato della differenza che a volte alcune frasi assumono se rivolte a chi esercita pubblico potere in rappresentanza del popolo. Ricordano infatti gli ermellini che: "Il limite di continenza può ritenersi per sé superato, solo se il contesto si dimostra adottato dall'autore del fatto come pretesto per l'offesa alla persona, e di fatto dimostrando quel contesto, attraverso un'analisi compiuta, tale da consentire di ritenere superato il limite della continenza e giustificare in appello la riforma della sentenza assolutoria, che ha dato conto in dettaglio dell'accaduto" http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_10523793.html

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Anonimo ha detto...

Cara Isabella, nonostante la grande stima che ho nei tuoi confronti, nonostante lo spirito ironico con il quale la leggo,devo dirti: TE LA POTEVI PROPRIO EVITARE!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

P.S.
Mi riferivo solo alla poesia.

Gianni Cusumano ha detto...

Isabella non c'entra. Questa poesiola è affissa in un bar di via salemi, l'ho vista e mi è sembrata carina ma niente di importante e l'ho aggiunta solo per ridere. E' solo satira. Nulla di più. E quindi non vale neanche la pena di prenderla sul serio.
Gianni Cusumano

Gianni ha detto...

Rileggendola comunque penso che sia di pessimo gusto. Faccio ammenda e la tolgo, confermando coumunque lo spirito goliardico con cui la avevo aggiunta al post.
Saluti

Anonimo ha detto...

o baffone, a seconda dei casi

Anonimo ha detto...

Si ma almeno quì la poesia va messa, o non potrò più dormire per la curiosità! Grazie!

Gianni Cusumano ha detto...

Vai al Bar Rocca di Via Salemi. E' affissa ad un muro.
E' una stupidata in rima, null'altro, ma ha suscitato il risentimento di qualcuno. Ed è giusto rispettare tutti.
Se poi la vuoi leggere mandaci una email e ti mandiamo il testo.
Ciao
Gianni