Questo ho pensato e detto a voce alta quando ho deciso di candidarmi a queste elezioni provinciali: "O la va o la spacca". Il risultato parla da solo. Per la prima volta in vita mia sono stata bocciata e me ne sono accorta man mano che succedeva. Ero attrezzata, per perdere. Anche perchè da perdere, invero, avevo poco o niente: un mese del mio tempo, qualche soldo. Non sono invece attrezzata per sostenere la delusione che ho visto nei miei 268 amici, che mi hanno sostenuta: loro si sono sentiti traditi molto più di me.
Pazienza, ragazzi. Abbiamo fatto quello che tutti dicono si debba fare - mettersi in gioco, metterci la faccia - e che invece pochissimi hanno il coraggio o l'incoscienza di fare.
Nessun rimpianto, perchè tutto ciò che era nelle nostre possibilità è stato perseguito con scrupolo e determinazione. E anche quando abbiamo visto che le porte, che prima ci erano state spalancate, si stavano inesorabilmente chiudendo sulla nostra faccia siamo andati avanti, senza risparmiarci.
E' stata un'esperienza sorprendente, sotto ogni punto di vista.
Per me, però, si chiude un capitolo. Voi, amici miei, lo sapevate. Queste erano le prove generali. E sono state le prove generali di una disfatta totale. La prima e l'ultima.
Vero è che Abramo Lincoln si candidò - e fu trombato - per ben 17 volte prima di ottenere i successi che la storia ricorda. Ma io non gli somiglio neanche un po'. La democrazia ha le sue regole e vanno accettate anche quando non piacciono. In politica parlano i numeri e noi non li abbiamo. Perchè? Perchè non sono la donna giusta, perchè non era il momento giusto, perchè non avevamo le motivazioni giuste. Attenzione, però: giuste per chi? Secondo quale criterio? Secondo il nostro, tutto era perfetto. Ma era profondamente sbagliato per il sistema. Siccome però il sistema non mi è mai piaciuto, non ho rimpianti.
Quindi, amici blogger, questa pagina va in archivio. Lunga vita (politica) ai premiati. Spero che, questa volta, Mazara si accorga di avere una deputazione provinciale, regionale, nazionale. Finora non è mai stato così.
Isabella
mercoledì 18 giugno 2008
mercoledì 14 maggio 2008
LE RANE BOLLITE E LE FORMICHE INCAZZATE
Anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano... questo il titolo di un libro di Gino e Michele che spiega perfettamente quello che, noi formiche, dovremmo fare per mandare a quel paese tutta una serie di politichetti da strapazzo che pascolano nei palazzi del potere.
Conoscete la storiella della "rana bollita"?
Se facciamo bollire dell'acqua in una pentola e vi gettiamo dentro una rana viva questa caccierà un urlo ranifero e salterà fuori dandosela a gambe levate.
Ma se invece riponiamo la rana nella stessa pentola con acqua fredda e successivamente accendiamo il fuoco l'acqua si scalderà lentamente e la rana morirà bollita senza neanche accorgersene.
Ecco, Mazara del Vallo sta facendo la fine della rana bollita. Sta morendo lentamente e con lei anche la speranza ed ogni sussulto di civile protesta e rivolta culturale.
Se le formiche non si incazzeranno sarà inevitabile il dissesto morale e finanziario, ormai alle porte. Per questo io faccio il tifo per le formiche incazzate.
Gianni Cusumano
Conoscete la storiella della "rana bollita"?
Se facciamo bollire dell'acqua in una pentola e vi gettiamo dentro una rana viva questa caccierà un urlo ranifero e salterà fuori dandosela a gambe levate.
Ma se invece riponiamo la rana nella stessa pentola con acqua fredda e successivamente accendiamo il fuoco l'acqua si scalderà lentamente e la rana morirà bollita senza neanche accorgersene.
Ecco, Mazara del Vallo sta facendo la fine della rana bollita. Sta morendo lentamente e con lei anche la speranza ed ogni sussulto di civile protesta e rivolta culturale.
Se le formiche non si incazzeranno sarà inevitabile il dissesto morale e finanziario, ormai alle porte. Per questo io faccio il tifo per le formiche incazzate.
Gianni Cusumano
domenica 4 maggio 2008
VOGLIO UNA TERRA LIBERATA. DAL BISOGNO
Ho 42 anni e vado fiera di tutte le mie rughe: le mie zampe di gallina, i solchi intorno alle labbra sono il segno di tutte le risate che ho fatto; i segni sulla fronte sono la testimonianza dei problemi che ho affrontato e superato. Ho investito i miei sogni e le mie speranze in un figlio per cui chiedo una sola cosa: la possibilità di fare, domani, le proprie scelte come ho potuto fare io stessa vent'anni fa in una piccola città di provincia che si chiama Verona.
Chiedo per lui, e per tutti i figli che non ho avuto, la possibilità di costruirsi un futuro, un domani a sua misura e non di doversi accontentare. La vita è troppo breve per trascorrerla con la schiena piegata non dalla fatica ma dall'umiliazione.
"Non esiste libertà se non si è affrancati dal bisogno". Io voglio una terra libera. Anzi, liberata. Dal bisogno, dall'ingiustizia sociale, dal potere che soffoca.
Non sono sogni: il mondo è pieno di posti dove vivere sia una vera avventura. Qui, invece, per molti è un incubo.
Vivo la politica come un dovere etico e sociale da quando ho l'età della ragione. Oggi ho deciso di cominciare ad affrontarla in prima persona, perchè ritengo che, se ho voglia di fare ed ho idee, allora è mio dovere mettere tutto questo al servizio della comunità in cui vivo.
Chi si fiderà di me non lo farà certo per tornaconto personale: non posso offrire posti di lavoro, scorciatoie per diritti trasformati in cortesie, non sono in condizioni di raccomandare nessuno, non ho amici potenti che possano "garantire" per me. Non posso neppure giurare ai poteri forti che "farò la brava", perchè non sarà così. Posso garantire solo ciò che ho già dimostrato di possedere: rispetto, impegno, idee chiare e schiena dritta.
Ho svolto il mio incarico di assessore municipale per dieci intensissimi mesi senza mai dimenticare di essere, principalmente, cittadina di questo Paese, di questa regione, di questa provincia e di questa città. Ho anteposto gli interessi delle persone "normali", come me, a quelli di palazzo. Non se lo aspettava nessuno. Neppure io, se devo essere onesta. Ma, ancor di più, non se lo aspettava certo chi mi ha offerto quell'incarico nella segreta speranza di poter contare su una pulce ammaestrata.
Per me non era importante essere chiamata "assessore" o essere improvvisamente diventata "dottoressa" anche per coloro che, fino al giorno prima, mi rivolgevano appena la parola preoccupati che una giornalista, schierata sempre con qualcun altro, raccontasse di qualche scheletrino nascosto neanche troppo abilmente dentro un armadio lasciato ad ammuffire in cantina.
Per me era importante mettere questo potere, del tutto nuovo, al servizio di chi aveva sempre subito, nelle grandi cose così come nelle piccole. Io non potevo cambiare loro la vita nelle decisioni epocali, ma potevo rendergliela più facile nella quotidianità.
E questo ho fatto. Sempre.
Siamo tutti d'accordo su un punto: il potere serve a migliorare le condizioni. Per alcuni, le proprie. Per me quelle di tutti. Solo così posso migliorare anche le mie.
A chi mi accusa di essere scappata dai problemi e dalle mie responsabilità sulla questione dell'acqua ai nitrati, rispondo con quanto è accaduto in seguito. Mi hanno detto che era un errore politico, che non si rinuncia all'incarico, che le persone non capiscono, che dovevo continuare a rimanere in giunta, lavorando dall'interno.
Voi sapete come è andata.
Se non avessi fatto quello che, invece, ho ritenuto di dover fare, senza curarmi delle nuove cassandra che profetizzavano la mia morte sociale, sarebbe finito tutto in una bolla di sapone, anzi di nitrato. Invece è successo una cosa non prevista: non solo voi non mi avete voltato le spalle ma vi siete appropriati di questa battaglia, costringendo tutto e tutti ad ammettere non solo che il problema esiste ma che bisogna trovare una soluzione. Riusciremo a venirne fuori? Non lo so. Ma so che adesso, in buona parte, dipende da noi.
Contrariamente a quanto qualcuno possa pensare, io non lascio mai le cose a metà. E mi candido per continuare a lavorare con e per tutti noi. Ho cominciato e vorrei continuare, se lo vorrete.
Chiedo per lui, e per tutti i figli che non ho avuto, la possibilità di costruirsi un futuro, un domani a sua misura e non di doversi accontentare. La vita è troppo breve per trascorrerla con la schiena piegata non dalla fatica ma dall'umiliazione.
"Non esiste libertà se non si è affrancati dal bisogno". Io voglio una terra libera. Anzi, liberata. Dal bisogno, dall'ingiustizia sociale, dal potere che soffoca.
Non sono sogni: il mondo è pieno di posti dove vivere sia una vera avventura. Qui, invece, per molti è un incubo.
Vivo la politica come un dovere etico e sociale da quando ho l'età della ragione. Oggi ho deciso di cominciare ad affrontarla in prima persona, perchè ritengo che, se ho voglia di fare ed ho idee, allora è mio dovere mettere tutto questo al servizio della comunità in cui vivo.
Chi si fiderà di me non lo farà certo per tornaconto personale: non posso offrire posti di lavoro, scorciatoie per diritti trasformati in cortesie, non sono in condizioni di raccomandare nessuno, non ho amici potenti che possano "garantire" per me. Non posso neppure giurare ai poteri forti che "farò la brava", perchè non sarà così. Posso garantire solo ciò che ho già dimostrato di possedere: rispetto, impegno, idee chiare e schiena dritta.
Ho svolto il mio incarico di assessore municipale per dieci intensissimi mesi senza mai dimenticare di essere, principalmente, cittadina di questo Paese, di questa regione, di questa provincia e di questa città. Ho anteposto gli interessi delle persone "normali", come me, a quelli di palazzo. Non se lo aspettava nessuno. Neppure io, se devo essere onesta. Ma, ancor di più, non se lo aspettava certo chi mi ha offerto quell'incarico nella segreta speranza di poter contare su una pulce ammaestrata.
Per me non era importante essere chiamata "assessore" o essere improvvisamente diventata "dottoressa" anche per coloro che, fino al giorno prima, mi rivolgevano appena la parola preoccupati che una giornalista, schierata sempre con qualcun altro, raccontasse di qualche scheletrino nascosto neanche troppo abilmente dentro un armadio lasciato ad ammuffire in cantina.
Per me era importante mettere questo potere, del tutto nuovo, al servizio di chi aveva sempre subito, nelle grandi cose così come nelle piccole. Io non potevo cambiare loro la vita nelle decisioni epocali, ma potevo rendergliela più facile nella quotidianità.
E questo ho fatto. Sempre.
Siamo tutti d'accordo su un punto: il potere serve a migliorare le condizioni. Per alcuni, le proprie. Per me quelle di tutti. Solo così posso migliorare anche le mie.
A chi mi accusa di essere scappata dai problemi e dalle mie responsabilità sulla questione dell'acqua ai nitrati, rispondo con quanto è accaduto in seguito. Mi hanno detto che era un errore politico, che non si rinuncia all'incarico, che le persone non capiscono, che dovevo continuare a rimanere in giunta, lavorando dall'interno.
Voi sapete come è andata.
Se non avessi fatto quello che, invece, ho ritenuto di dover fare, senza curarmi delle nuove cassandra che profetizzavano la mia morte sociale, sarebbe finito tutto in una bolla di sapone, anzi di nitrato. Invece è successo una cosa non prevista: non solo voi non mi avete voltato le spalle ma vi siete appropriati di questa battaglia, costringendo tutto e tutti ad ammettere non solo che il problema esiste ma che bisogna trovare una soluzione. Riusciremo a venirne fuori? Non lo so. Ma so che adesso, in buona parte, dipende da noi.
Contrariamente a quanto qualcuno possa pensare, io non lascio mai le cose a metà. E mi candido per continuare a lavorare con e per tutti noi. Ho cominciato e vorrei continuare, se lo vorrete.
lunedì 28 aprile 2008
SUL SERIO. MALEDETTAMENTE.
Facciamo sul serio. Maledettamente. E per questo io mi candido, oggi, alle elezioni provinciali del 15 e 16 giugno prossimo.
Se prima la "piazza" si divideva tra i soliti 7/8 "cavalli vincenti" ed una abbondante ventina di "portatori d'acqua", ebbene da oggi in corsa c'è una persona in più: la sottoscritta. Dipenderà poi dagli elettori inserirmi nella prima schiera oppure relegarmi nella seconda.
Non sarà facile. E non mi riferisco soltanto alla presunta ed auspicabile elezione: i guai cominciano con la candidatura. Farla arrivare in porto sarà già una piccola guerra. Si parla di rinnovamento, ma nessuno lascia spazio a nessun altro. Cercheranno di rendermi quasi impossibile la candidatura nel PDL; difficile nella lista di appoggio. Chi? Tutti quelli che, nel timore io possa sottrarre voti al designato o pupillo di turno, non mi vedono più come un'amica ma come un avversario in più. Con cui, indipendentemente dal reale valore, è meglio non rischiare il confronto.
Strano. Prima ci giudicano insignificanti, al punto tale che si stringono patti ed accordi senza minimamente consultarci e poi... diventiamo così determinanti che non dobbiamo appoggiare uno dei "nostri", perchè rischiamo di far saltare i piani di chi ha già vinto a tavolino una partita disputata a porte chiuse.
Ebbene, c'è qualche imprevisto. In questo caso, porta il mio nome.
... E avevamo la presunzione di "riscrivere le regole", di "costruire una nuova classe dirigente"...
E mentre c'è chi si rode il fegato per un sassolino che non riesce a togliersi dalla scarpa, noi andiamo avanti. Non abbiamo tempo da perdere. Se non siamo stati invitati ai tavoli degli accordi, non abbiamo accordi da rispettare. Poi, si vedrà. Qualcuno si ricordi che quel "bollino" azzurro con la collina tricolore ha fatto la sua comparsa a Mazara del Vallo ( il secondo in provincia di Trapani, dopo Erice) nel settembre 2007: era, ed è, il simbolo dei "Circoli della Libertà". E, fino a prova contraria, noi lo rappresentiamo di diritto.
E oggi vogliamo sapere quanto valiamo: le elezioni non sono la politica, ma ne sono la sintesi. Abbiamo fatto un magnifico lavoro con il deputato Giulia Adamo, ma nessuno di noi che ha partecipato a questa battaglia è in grado di dire quanto sia contata la propria componente.
Questa è l'occasione per farlo.
Con umiltà, con rispetto e senza arroganza. Ma anche senza timori reverenziali nei confronti di chicchessia: alleati, sì; padroni no.
PS: Chiunque volesse contattarmi su questo blog trova tutti i miei riferimenti.
Ogni opinione in merito a questo post, ogni suggerimento o ogni eventuale supporto
va inviato alla mia casella di posta elettronica: isabellarighetti@tiscali.it
Se prima la "piazza" si divideva tra i soliti 7/8 "cavalli vincenti" ed una abbondante ventina di "portatori d'acqua", ebbene da oggi in corsa c'è una persona in più: la sottoscritta. Dipenderà poi dagli elettori inserirmi nella prima schiera oppure relegarmi nella seconda.
Non sarà facile. E non mi riferisco soltanto alla presunta ed auspicabile elezione: i guai cominciano con la candidatura. Farla arrivare in porto sarà già una piccola guerra. Si parla di rinnovamento, ma nessuno lascia spazio a nessun altro. Cercheranno di rendermi quasi impossibile la candidatura nel PDL; difficile nella lista di appoggio. Chi? Tutti quelli che, nel timore io possa sottrarre voti al designato o pupillo di turno, non mi vedono più come un'amica ma come un avversario in più. Con cui, indipendentemente dal reale valore, è meglio non rischiare il confronto.
Strano. Prima ci giudicano insignificanti, al punto tale che si stringono patti ed accordi senza minimamente consultarci e poi... diventiamo così determinanti che non dobbiamo appoggiare uno dei "nostri", perchè rischiamo di far saltare i piani di chi ha già vinto a tavolino una partita disputata a porte chiuse.
Ebbene, c'è qualche imprevisto. In questo caso, porta il mio nome.
... E avevamo la presunzione di "riscrivere le regole", di "costruire una nuova classe dirigente"...
E mentre c'è chi si rode il fegato per un sassolino che non riesce a togliersi dalla scarpa, noi andiamo avanti. Non abbiamo tempo da perdere. Se non siamo stati invitati ai tavoli degli accordi, non abbiamo accordi da rispettare. Poi, si vedrà. Qualcuno si ricordi che quel "bollino" azzurro con la collina tricolore ha fatto la sua comparsa a Mazara del Vallo ( il secondo in provincia di Trapani, dopo Erice) nel settembre 2007: era, ed è, il simbolo dei "Circoli della Libertà". E, fino a prova contraria, noi lo rappresentiamo di diritto.
E oggi vogliamo sapere quanto valiamo: le elezioni non sono la politica, ma ne sono la sintesi. Abbiamo fatto un magnifico lavoro con il deputato Giulia Adamo, ma nessuno di noi che ha partecipato a questa battaglia è in grado di dire quanto sia contata la propria componente.
Questa è l'occasione per farlo.
Con umiltà, con rispetto e senza arroganza. Ma anche senza timori reverenziali nei confronti di chicchessia: alleati, sì; padroni no.
PS: Chiunque volesse contattarmi su questo blog trova tutti i miei riferimenti.
Ogni opinione in merito a questo post, ogni suggerimento o ogni eventuale supporto
va inviato alla mia casella di posta elettronica: isabellarighetti@tiscali.it
domenica 20 aprile 2008
8 DEPUTATI, NIENTE MALE COME INIZIO
I CIRCOLI DELLA LIBERTA’:
UN GRANDISSIMO RISULTATO
il lavoro svolto in questi mesi ci ha indubbiamente premiati: rivendichiamo di averci creduto per primi e fin dall’inizio. Oggi esultiamo, non solo per lo straordinario successo conseguito dal PDL a livello nazionale, ma principalmente per lo strepitoso dato che si è raggiunto in provincia. Su 7 deputati regionali, ben tre sono targati PDL. Eppure con una lista che si è cercato di abortire. Invece, il grande traino nazionale e l’ottimo lavoro di tutti ha conseguito un successo strepitoso, un risultato mai visto: tre deputati.
I 30 circoli della provincia di Trapani hanno dato il loro convinto contributo alla lista PDL al voto nazionale come a quello regionale, decidendo subito di appoggiare la parlamentare Giulia Adamo. Su di lei ci siamo ritrovati: a Mazara, a Petrosino, ad Alcamo, a Castellammare, a Erice, a Trapani, a Campobello di Mazara, a Castelvetrano e nelle due contrade marsalesi : e così via, in tutti quei comuni dove hanno sede gli entusiasti Circoli della Libertà trapanesi. Il nostro contributo si è fatto sentire, entusiasta e convinto. Ora si riparte con quel progetto di unificazione delle forze di centrodestra che la gente ci ha chiesto in massa anche attraverso il voto. Il Partito della Libertà non è solamente la somma di 2 partiti ma rappresenta un progetto moderno, diverso, compatto e, soprattutto, vicino alla base che la sostiene. Gli elettori hanno premiato il PDL, punendo i presuntuosi solisti, ma lo hanno anche caricato di enormi responsabilità che oggi poggiano totalmente sui deputati eletti e sulla nuova classe dirigente che dovrà essere all’altezza della disarmante prova di fiducia che gli elettori hanno tributato. Il progetto politico è oggi patrimonio di tutti i contributi e tutti insieme dovremo prenderne coscienza e parte attiva. Cominciamo dalle elezioni provinciali. E avanti così, per il futuro.
Mazara del Vallo, lì 17 Aprile 2008
Isabella Righetti
Vice Presidente Provinciale
Circoli della Libertà
mercoledì 16 aprile 2008
AAA. VOTI CERCASI
Si sono persi i voti del Sindaco...
chiunque ne avesse notizia è pregato di comunicarlo al palazzo di città.
Li abbiamo cercati dovunque: dalle parti di Baldo Gucciardi che non li ha visti; Pino Bianco non ne sa niente; Camillo Oddo non ne ha notizia... ma allora dove sono andati a finire? Certamente questo sindaco, politicamente corretto, serio, coerente e solare li ha convogliati sul Partito Democratico, come si conviene alla politica. Ma purtroppo si sono persi. E la città li piange già morti.
Quanti belli voti e come erano giovani e forti... ma sono morti.
Poi si scoprirà che qualcuno distrattamente li ha buttati nel Torrente e si sono inutilmente bagnati e rivelati a salve.
Se qualcuno li trovasse è pregato restituirli allo staff del sindaco. Serviranno (si spera) per le prossime provinciali.
chiunque ne avesse notizia è pregato di comunicarlo al palazzo di città.
Li abbiamo cercati dovunque: dalle parti di Baldo Gucciardi che non li ha visti; Pino Bianco non ne sa niente; Camillo Oddo non ne ha notizia... ma allora dove sono andati a finire? Certamente questo sindaco, politicamente corretto, serio, coerente e solare li ha convogliati sul Partito Democratico, come si conviene alla politica. Ma purtroppo si sono persi. E la città li piange già morti.
Quanti belli voti e come erano giovani e forti... ma sono morti.
Poi si scoprirà che qualcuno distrattamente li ha buttati nel Torrente e si sono inutilmente bagnati e rivelati a salve.
Se qualcuno li trovasse è pregato restituirli allo staff del sindaco. Serviranno (si spera) per le prossime provinciali.
martedì 8 aprile 2008
MAZARA - SCONFITTA LA DISOCCUPAZIONE...
Sconfitta la disoccupazione a Mazara del Vallo. Non ci credete? Popolo di poca fede...!
Basta andare in giro per la città e ci si rende conto di come invece l'affermazione sia clamorosamente vera.
Non c'è famiglia mazarese con figlio in eta "bamboccione" che non abbia avuto una promessa di "posto sicurissimo". Dove? Ma come siete pignoli! Da qualche parte, dopo il voto, li sistemeremo, tanto la "DITTA E' GRANDE".
A proposito bisognerebbe presentare alcuni candidati Mazaresi a Berlusconi e Veltroni.
Così potrebbero spiegare ai due leaders nazional, che non capiscono niente di politica del lavoro come si risolve il problema.
Il lavoro non serve darlo, basta prometterlo.
Ogni cantiere 10.000 operai 5.000 carpentieri e 20.000 mezzi manovali
Ogni clinica 10.000 infermieri, 20.000 OSA, 30.000 addetti alle pulizie e barellieri.
In un colpo solo verrebbe sconfitta la piaga della disoccupazione nazionale... che cce vò !!!
Se poi qualcuno rimanesse fuori pazienza. Tanto tra poco tempo ci sarà sicuramente qualche altra magica elezione, statene certi.
Basta andare in giro per la città e ci si rende conto di come invece l'affermazione sia clamorosamente vera.
Non c'è famiglia mazarese con figlio in eta "bamboccione" che non abbia avuto una promessa di "posto sicurissimo". Dove? Ma come siete pignoli! Da qualche parte, dopo il voto, li sistemeremo, tanto la "DITTA E' GRANDE".
A proposito bisognerebbe presentare alcuni candidati Mazaresi a Berlusconi e Veltroni.
Così potrebbero spiegare ai due leaders nazional, che non capiscono niente di politica del lavoro come si risolve il problema.
Il lavoro non serve darlo, basta prometterlo.
Ogni cantiere 10.000 operai 5.000 carpentieri e 20.000 mezzi manovali
Ogni clinica 10.000 infermieri, 20.000 OSA, 30.000 addetti alle pulizie e barellieri.
In un colpo solo verrebbe sconfitta la piaga della disoccupazione nazionale... che cce vò !!!
Se poi qualcuno rimanesse fuori pazienza. Tanto tra poco tempo ci sarà sicuramente qualche altra magica elezione, statene certi.
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